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Roberto Caleffi incontra Giuseppe Turani(editorialista economico)

FlavioAugusto, Tuesday 04 November 2008

Lo scorso 1 ottobre 2008, in un incontro di approfondimento a Milano sull'attuale scenario economico finanziario e le relative conseguenze, il nostro agente Roberto Caleffi, insieme ad altri agenti della compagnia, ha avuto modo di conoscere e di apprendere l'analisi del noto editorialista economico Giuseppe Turani sulle principali tematiche legate ai mercati.
Qui di seguito riporto alcuni passaggi interessanti:

  • COSA STA SUCCEDENDO SUI MERCATI? LA CRISI PASSERA'? "E' importante campire che cosa succede oggi sui mercati a partire dal fallimento di Lehman. L'affermazione pu? sembrare paradossale, ma in questi giorni tutti ricordano la famosa crisi del '29, che era molto pi? pesante, molto pi? grave, e che ? stata la crisi finanziaria peggiore nella storia dell'umanit?. [...] Adesso cosa sta cambiando? Vedevo stamattina i dibattiti in televisione: tutti l?, contro troppa finanza, pi? produzione e meno finanza e queste sono tutte stupidaggini. Io sostengo che da questa crisi si uscir?, pagando un prezzo, certamente, ma si uscir?. Pagheremo anche, probabilmente, un paio d'anni, non di recessione, ma di crescita molto rallentata. Dopo torner? tutto come prima, non escludo nemmeno che tornino la Lehman e le banche d'affari. [...] In questi giorni ? stato ricordato che sempre la stessa finanza che aveva alimentato l'infernale bolla del Nasdaq, la crisi precedente del 2001: ma siamo ancora tutti qui, che facciamo i nostri mestieri tradizionali e usiamo i nostri computer e la rete. Per? senza la bolla del Nasdaq probabilmente qualcosa di nuovo come Google, che ha cambiato la vita di tutti noi e tante altre innovazioni, non le avremmo mai avute...".
  • LE CICLICITA' FAVOREVOLI DEI PERIODI DI CRISI DEL MERCATO. "[...] Bisogna imparare che la recessione ? benedetta; ogni tanto ci vuole una recessione. Perch?? Perch? nelle fasi di boom sul mercato cresce un p? tutto. Cio?, se c'? il boom, anch'io che sono il peggior panettiere del mondo mi metto l? e quattro michette e cinque panini riesco a venderli. Saranno i peggiori mai assaggiati, per? alla fine, nella confusione, anche io mi infilo dentro. [...] Cosa fa la recessione? Butta fuori dal mercato quelli deficienti. Dopo di che il mercato ricomincia, essendosi ripulito dalle scorie ed essendo efficiente. Le crisi finanziarie sono la stessa cosa. Dico che qualche crisi, ogni tanto, ripulisce il mercato."
  • I CONTROLLI E LA VIGILANZA DELLE AUTORITA'. "[...] Per tornare alla crisi di oggi: nasce invece da un pasticcio che ? avidit? e nient'altro che l'avidit?. Perch? dico l'avidit?? Dico l'avidit? perch? questo sistema poteva essere gestito in modo pulito, semplice, onesto, ma invece la voglia di fare molti soldi ha causato ci? che ? successo. [...] Il banchiere veramente utile ? il banchiere veramente spericolato, cio? ? il banchiere che finanzia Henry Hudson, che va a cercare il passaggio a nord ovest, che non c'?, e poi finisce che scopre la baia di New York: se io gli metto troppe regole, il banchiere spericolato cessa di esistere, e allora non c'? innovazione. Quello dei controlli ? un argomento molto delicato, perch? io se controllo troppo ammazzo la finanza, ammazzo la societ?, ammazzo l'innovazione; se controllo troppo poco vado incontro a questi rischi. Quindi bisognerebbe lavorare di pi? sui "codici interni" delle societ?, e magari facendo qualche controllo in pi? sui volumi."
  • L'EMOTIVITA' DEI MERCATI. "[...] C'? anche un discorso emotivo in tutti ci?. Questo purtroppo, ? tipico dei mercati. Cio?, la reazione dei mercati ? sempre isterica, o ? sempre troppo negativa. Il mercato non ha mai una reazione meditata e ragionevole, ha sempre una reazione isterica. Il mercato ? cos?. Non si pu? pretendere d'insegnare le buone maniere al mercato, che non le ha.[...] In questa confusione ? inutile mettersi a vendere, perch? in questo momento il mercato non prezza i valori ma l'emotivit?, le emozioni. Allora in un mercato del genere, probabilmente ? inutile avventurarsi e fare delle stupidaggini, conviene andare via e tornare il giorno dopo, quando si sono calmati."
  • L'ITALIA E IL WELFARE. "[...] Siamo un paese nel quale le garanzie dello Stato nei nostri confronti, secondo me, tendono storicamente a diminuire, non per cattiveria degli umani ma perch? questo bisogna fare, non ci sono i soldi, non ci sono le risorse. Da qui, l'attitudine, il pensiero che bisogna cominciare a fare, che uno deve veramente cominciare a provvedere un p? per s? e un p? per quello che vuole. [...] Vivere oggi in Italia ? vivere dentro un paese in cui lo Stato vi pu? dare sempre un p? meno, negli anni vi copre sempre un p? meno e questo perch? non ha soldi, non ha i mezzi, non per cattiveria. L'Italia ? un paese che, data la situazione finanziaria che ha, sar? costretto negli anni a diminuire via via il tipo di copertura che d?, assicurativa, previdenziale, tutto. Voglio dire, il dato fondamentale, e temo di non sbagliarmi, ? che tutti i tipi di coperture fornite oggi dallo Stato, vanno a diminuire. Quindi chi ? saggio ed ? prudente cerchi in qualche modo di sistemarsi e provvedere a s? e alla propria famiglia."


Giuseppe Turani si ? laureato in Economia alla facolt? di economia e commercio dell'Universit? degli studi Bocconi a Milano ha fatto per sei anni (dal 1970 al 1976) della redazione del settimanale l'Espresso, occupandosi della sezione Economia e Finanza diventandone direttore. Successivamente ha ricoperto le seguenti cariche: direttore capo di "Uomini & Business", curatore responsabile de "Economia & Management", editorialista economico de "La Repubblica", "Corriere della Sera", del mensile "Capital", e dei settimanali "L'Europeo" e "Il Mondo".

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